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О книге

Дата написания1970-01-01
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Страница 95 из 96

59

Fu osservato da Wilson, poi da Parry e Scoresby e da Pouillet, e confermato dal Melloni, che un corpo esposto durante la notte all’azione di un cielo egualmente puro e sereno si raffredda sempre della stessa quantità qualunque sia la temperatura dell’aria, cioè tanto d’inverno che d’estate. Ciò vuol dire che la differenza t – tc è presso a poco costante nel periodo annuo.

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60

Geologische Klimate (Petermann’s Mittheilungen, nov. 1895).

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61

Dalle osservazioni di Prsehewalsky negli altipiani della Mongolia e del Tibet il sig. Woeikof (Meteor. Zeitschrift, febr. 1896) ricava che le temperature del marzo e del luglio in vicinanza del lago Kuku-Nor (oltre 3200 m.), sono straordinariamente elevate per quell’altezza. Il lago eserciterebbe particolarmente un’azione moderatrice dei freddi notturni: nell’inverno l’azione moderatrice è insensibile perchè il lago è gelato. Nel Tibet NE. a 4300 m., le temperature delle acque superficiali di due grandi laghi (Orin-Nor e Clarin-Nor), in luglio e agosto risultarono sensibilmente più elevate delle temperature dell’aria.

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62

Questa ipotesi è difficilmente verificabile. Le statistiche delle più recenti eruzioni vulcaniche su tutta la superficie del globo non segnerebbero alcun legame coi periodi climatologici scoperti da Brückner, mentre segnalerebbero una dipendenza dell’attività vulcanica dal periodo undecennale delle macchie solari. Ma le statistiche non dànno che il numero delle eruzioni, e anche questo certamente in modo assai incompleto, perchè chissà quante eruzioni in paesi ignoti o incivili sono loro sfuggite. Da questo risultato negativo non si può quindi dedurre una condanna dell’ipotesi, perchè, più che il numero, bisognerebbe conoscere l’importanza e la natura dell’eruzione, per riguardo specialmente alla copia di vapore acqueo eruttato. È recente il ricordo della spaventosa eruzione di Krakatoa, che diede origine a fenomeni ottici così singolari e duraturi per tutta l’atmosfera terrestre.

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63

Vedi “Riv. Mens. C. A. I.„ vol. XIV (1895) pag. 199.

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64

Baretti M.: Studi geologici sul Gruppo del Gran Paradiso, nelle Mem. R. Acc. Lincei, Serie 3ª, vol. Iº, 1877.

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65

Notiamo però che la suesposta legge che stabilisce una relazione fra la direzione degli strati e quella dell’asse della valle in essi scavata, ed il pendio dei fianchi di questa, non va intesa in senso assoluto essendochè nelle valli di comba o d’interstratificazione il pendio dei fianchi dipende essenzialmente dalla inclinazione degli strati. Questa nelle valli di comba influisce altresì grandemente sulla degradazione superficiale, mentre nelle valli di perfetta chiusa tale degradazione dipende essenzialmente dalla natura litologica delle rocce.

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66

De Marchi L.: Le cause dell’Êra glaciale. Pavia, Fusi, 1895.

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67

Virgilio F.: Di un antico lago glaciale presso Cogne in Valle d’Aosta, negli Atti della R. Acc. Scienze di Torino, 1886.

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68

Virgilio F., loc. cit.

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69

Baretti M.: Geologia della Provincia di Torino. Torino, F. Casanova, 1893, p. 352-53.

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70

Uzielli G. e Druetti A.: La Geologia e le sue relazioni con l’ingegneria italiana. Torino, 1890.

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71

Sullo studio del movimento dei ghiacciai: Relazione della Commissione nominata dalla Sede Centrale del C. A. I. nella “Riv. Mens.„ vol. XIV (1895) pag. 199.

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72

Santi F.: In Valle di Cogne, ecc., con appunti botanici, nella “Rivista Mensile del C. A. I.„ vol. XV (1896) num. 3.

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73

In altra pubblicazione daremo gli schizzi particolareggiati di tutti i segnali eseguiti e visuali adottate, allorquando avremo maggior copia di materiale raccolto.

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74

Bobba G.: Attorno al Gran Paradiso, nel "Boll. C. A. I." vol. XXVIII, pag. 218.

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75

Bobba G.: Attorno al Gran Paradiso, nel citato “Bollettino„, pag. 227.

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76

Porro F.: Sull’opportunità che le variazioni dei ghiacciai italiani siano sistematicamente studiate, e sulle ricerche iniziate a tale scopo. Estr. dagli “Atti del IIº Congresso Geografico Italiano„. Roma 22-27 settembre 1895.

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77

Vaccarone L.: Il Gruppo del Gran Paradiso. Torino, V. Bona, 1894, pag. 23.

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78

Virgilio F.: Di un antico lago glaciale presso Cagne, ecc., negli Atti della R. Acc. Sc. di Torino Vol. XXI 1885-86, pag. 294, nota in calce.

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79

Baretti M.: Geologia della Provincia di Torino. Torino, F. Casanova, pag. 375.

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80

Quando noi eravamo colla macchina fotografica nelle valli di Cogne ignoravamo questa circostanza, per cui non potemmo recarci nel punto sovrindacato della strada dell’Herbetet per ricavare colla fotografia la stessa veduta dall’abate Carrel stata schizzata in 9 anni diversi. Ci asteniamo pertanto dal pubblicare detti schizzi fino a quando (e sarà fra breve) avremo fotografata quella veduta, e potremo così su di essa riportare i disegni dell’abate Carrel, e ricostrurre nove diversi stati di quei ghiacciai in passato.

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